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L'Africa viene classificata come un paese del terzo mondo, questo può essere corretto per i paesi del nord-africa o per il sud-africa. In Africa centrale vi sono dei paesi che non rientrano in nessuna classifica perchè non hanno nulla.
Gli articoli che seguono sono il resoconto fedele di una recente esperienza fatta da un gruppo di volontari delle associazioni Amici delle Missioni e Mago Merlino (Della Parrocchia San Paolo di Acireale). Il giorno 27 Gennaio 2010 sono partiti per la Guinea Bissau, 11 volontari con professionalità diverse di cui 2 medici e 3 infermieri.
La Guinea-Bissau è uno Stato dell'Africa Occidentale ed è una delle più piccole nazioni dell'Africa continentale. Confina col Senegal a nord, con la Guinea a sud e a est e con l'Oceano Atlantico ad ovest.
E’ il sesto paese più povero al mondo, l’88% della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno, la mortalità infantile è intorno al 203 per mille, la mortalità da parto è altissima. Alta è anche la diffusione di malattie contagiose come diarrea batterica e protozoica, epatite, febbre tifoide, malaria, febbre gialla ed HIV/AIDS. Vivono meno di un milone e mezzo di abitanti.
Divenuta colonia portoghese fin dai tempi dello schiavismo, la Guinea-Bissau cominciò la sua lotta per l'indipendenza nel 1956, anno in cui il PAIGC (Partido Africano da Independência da Guiné e Capo Verde) riuscì, in seguito ad una ribellione armata, a consolidare le proprie posizioni nel paese. Diversamente dai movimenti anticoloniali avutisi nelle altre colonie portoghesi, il PAIGC riuscì ad estendere rapidamente il suo controllo militare su ampie zone del paese: ciò fu possibile grazie alle caratteristiche del territorio, coperto perlopiù dalla giungla, e ai grandi quantitativi di armi forniti dalla Cina, dall'Unione Sovietica e dagli altri paesi africani.
Il PAIGC riuscì persino a dotarsi di una forza contraerea. Entro il 1973 pressoché tutta la Guinea-Bissau era nella mani del PAIGC. L'indipendenza fu dichiarata unilateralmente il 24 settembre del 1973 e riconosciuta nel novembre dello stesso anno dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La Guinea-Bissau fu poi governata da un consiglio rivoluzionario sino al 1984. Negli anni succesivi si sono susseguiti vari colpi di stato finchè, dopo numerosi rinvii, le elezioni legislative furono finalmente tenute nel marzo del 2004. Un ammutinamento dell'esercito nell'ottobre del 2004 portò alla morte del capo delle forze armate stesse, contribuendo così ad accrescere lo stato di agitazione nella nazione.
Nel giugno 2005 si tennero nuove elezioni presidenziali, a vincere fu il candidato del PAIGC João Bernardo Vieira, il presidente deposto nel 1998 a seguito di un colpo di stato.
Il 2 marzo 2009 il Presidente Vieira è stato ucciso in un attentato/insurrezione che si è conclusa in poche ore: alle ore 20 del 1 marzo 2009 è stato ucciso il comandante delle guardie, 5 ore dopo, all'una venivano uccisi il Presidente Vieira ed una guardia del corpo. E' stato fatto scempio del corpo di Vieira, decapitato e squartato.
Questa giustizia sommaria disonora tutti, vittime e carnefici, per amor di cronaca ci risulta che questo Presidente, forte del suo potere mantenuto per decenni, si era macchiato di crimini ancora più orrendi.
Conclusa l'epoca di Vieira, come previsto dalla carta costituzionale, entro 5 mesi sono state indette le nuove elezioni ed è risultato vincitore Malam Bacai Sanha (nuovo Presidente che in un certo modo era legato al vecchio regime) attualmente, per gravi motivi di salute, è sostituito da Raimundo Pereira che è un personaggio non vincolato al deposto presidente e potrebbe rappresentare veramente il NUOVO che la Guinea Bissau ha bisogno.
Risulta impossibile fare un elenco di quello che funziona in Guinea Bissau dal momento che, ad esclusione di qualche eccezione, per il popolo non vi è NIENTE DI NIENTE.
Di seguito elenchiamo tutta una serie di priorità, che in questa pagina, trattiamo dettagliatamente e cliccandoci sopra potrete raggiungere direttamente il contenuto.
Nella seconda metà del secolo scorso varie istituzioni cattoliche iniziarono a realizzare delle missioni per cercare di portare conforto e sostendamento a questo popolo martoriato. Attualmente le missioni cattoliche, presenti in Guinea Bissau, sono circa 60 e svolgono un encomiabile lavoro di scolarizzazione, assistenza alimentare e sanitaria. I cattolici in Guinea Bissau sono una minima parte della popolazione e le opere di carità sono elargite a tutta la popolazione indipendentemente dal credo. Nello specifico dell'assistenza ne parleremo quando esaminiamo la scuola la sanità ed altro.
Naturalmente non conosco tutte le missioni presenti in Guinea Bissau, personalmente ne ho visitate 6, il nostro gruppo godeva della squisita ospitalità della Missione Cattolica di Bula retta dalle Suore del Preziosissimo sangue di Cristo. Ritengo mio dovere parlare dell'opera encomiabile che fanno questi missionari.

Nella lingua Creola irma vuol dire suora. Vi presento queste meravigliose persone:
Irma Ada
Originaria della provincia di Avellino, ha 77 anni, da 30 anni in Guinea Bissau si occupa dei centri salute, oltre a quello che si trova presso la missione ve ne sono altri 14 sparsi in vari villaggi dove si reca una volta al mese, spesso si fa accompagnare da qualche collaboratore locale oppure va da sola guidando personalmente un gippone con maestria. Non è Medico ma vale e fà per 10 medici messi insieme.
Lei e un'altra sorella, 30 anni fa, sono stati i primi a "costruire" questa missione dove inizialmente non esisteva niente, vivevano in una capanna di fango senza porte, un mattone dopo l'altro adesso è un centro grande e all'avanguardia formato da:
Un ospedale o centro nutrizionale (innaugurato 2 anni fa e costruito con le donazioni raccolte dall'associazione Amici delle missioni) dove ha sede il centro salute e decine di persone vanno tutti i giorni a farsi visitare o ritirare le medicine. E' specializzato a sostenere i bambini denutriti dove vengono ricoverati, insieme alla mamma, fintanto che ne hanno bisogno. In questa stessa struttura sono ospitati anche gli orfani in attesa di adozione, nel momento della nostra permanenza vi erano 5 bambini, 3 in attesa di adozione e 2 gia adottati ed in questi giorni giungeranno in Italia non appena i neo genitori li vanno a prendere.
Una scuola frequentata da oltre 400 bambini e ragazzi comprende la scuola materna, 4 cicli della scuola elementare e i 2 cicli della scuola media.
Una chiesa dove si celebra messa tutti i giorni, un campo sportivo, un allevamento di polli e maiali ed un orto.

Pazienti in attesa della visita Il letto con culla e zanzariere per i bambini ricoverati Suor Ada al Lavoro
Irma Elda
Originaria della provincia di benevento ha 68 anni ed è da 19 anni opera in questa Missione di Bula. Si occupa della gestione scolastica, solo per la scuola di bula fa il lavoro che da noi viene eseguito dal dirigente scolastisco e dello staff di segreteria. Oltre ai 400 alunni di bula si fa carico anche della gestione di alcune scuole dislocate in vari villaggi. Coordina le adozioni a distanza che vengono richiesti dai vari benefattori. Non si tratta di un'operazione facile dal momento che tutto quello che necessita al bambino non viene dato subito ma mensilmente o all'occorenza in modo da controllare continuamente che quanto dato sia fruito effettivamente dal destinatario. Considerando che grazie al continuo lavoro svolto in questi anni dal Diacono Sebastiano Gengo e da tutti i volontari dell'associazione Amici delle Missioni si è arrivati ad avere oltre 350 adozioni annuali. Ha una memoria di ferro, sa tutto e di tutti i bambini che segue per anni. Voglio raccontare un piccolo aneddoto accaduto mentre eravamo in visita nella scuola di un villaggio: s'intrattiene a parlare con un bambino e mi dice "vedi questo bambino a 9 anni ed è figlio del professore che abbiamo incontrato nell'altra classe ed è un bambino adottato, l'anno scorso non l'ho trovato a scuola ho chiesto spiegazione al padre e mi ha detto che lo aveva mandato nei boschi con i pastori per controllare gli animali gli ho detto che se non lo faceva ritornare subito a scuola gli toglievo il contributo dell'adozione, cosi è ritornato a scuola". Soltanto questo esempio ripaga di tutto quello che si fa per aiutare questo popolo.

Gli alunni cantano l'inno nazionale Una classe delle medie Uscita dalla scuola
Irma Maria e Irma Elena sono giovani sono originarie del posto si sono formate presso la stessa missione, dopo un tirocinio fatto altrove, da poco tempo hanno preso servizio, a Bula, collaborando con Suor Ada e Suor Elda. Sono molto brave ed hanno tanta buona volontà. Noi non possiamo far altro se non augurar loro un buon lavoro.
Irene e Lazzara sono due ragazze del posto che collaborano con le suore e fanno quel percorso necessario che di solito fa una ragazza che si augura di poter diventare suora. Speriamo che il signore le illumini.
A conclusione di questo capitolo vorrei fare e farvi fare una piccola riflessione. In Italia le onoreficenze non si negano a nessuno, cani e porci si fregiano del titolo di cavalire o commendatore. Le Suore Ada ed Elda meritano qualche riconoscenza?
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La Sanità
La sanità statale in Guinea Bissau è quasi inesistente. Esistono delle piccolissime strutture che da noi al massimo si possono considerare dei pronto soccorso e lì vengono chiamati ospedali. Tutti i servizi sono a pagamento e pertanto non fruibili dal popolo. Quella piccola fascia di persone che potrebbe permettersi delle cure ospedaliere preferisce spostarsi in Senegal. I locali non si fidano di questi pseudo ospedali e per le loro esigenze si servono dei centri salute delle missioni, oppure degli stregoni.
Stregoni, proprio, in Guinea Bissau esistono ancora e sono molto più attivi degli ospedali statali. Personalmente ne abbiamo visitato uno che si trova a poco più di 10 km. dalla missione di Bula

L'ospedale è composto da due strutture come questa
Dalle foto delle "stanze", che seguiranno, non si riesce a capire come è composta la struttura pertanto è utile farne una descrizione. Si tratta di due strutture realizzate con muri di fango non intonacati, suddivisi in varie stanze buie senza porte e finestre che in questo periodo di grande caldo vengono utilizzate per il ricovero degli animali. Il tetto è in paglia spiovente che sporge poco più di un metro rispetto ai muri perimetrali. Perpendicolare al limite del tetto vi sono stati messi delle foglie di palma, questo spazio che si trova fra il muro e le foglie di palma ogni tre metri è suddiviso da un telo. Questo luogo rappresenta la stanza dell'ospedale dove vive l'ammalato/a con l'intera famiglia, spesso composta da 2 adulti e 4 o più bambini, su un giaciglio come mostrano le foto che seguono. Nel momento della visita vi erano ricoverati un totale di 9 famiglie.
Nel periodo delle grande pioggie la situazione s'inverte nelle stanze interne si spostano le famiglie degli ammalati e per gli animali si trova una soluzione diversa.

Stanza o misero giaciglio? Un degente Suor Ada conversa con i degenti

Oltre ai due plessi vi sono altre singole strutture che possono servire per il ricovero degli animali o degli ammalati
Si consideri che in tutta la struttura non esistono servizi igienici, l'acqua si attinge da un pozzo tirandola su manualmente da oltre 15 metri. Considerando che nella struttura mediamente si trovano a giocare oltre 20 bambini il pozzo rappresenta un pericolo visto che è un semplice buco nel terreno coperto da qualche ramo. L'associazione Amici delle Missioni si è fatta carico della spesa per mettere il pozzo in sicurezza.

Lo stregone Ismaba con gli ospiti
Il cortile dove giocano i bambini
Il diacono Genco con i bambini
Naturalmente il fiore all'occhiello, per quel pò di sanità che esiste, lo detengono le Missioni Cattoliche, la maggioranza possiede un centro salute presso la sede centrale dove fornisce assistenza e medicine ed in più ogni missione gestisce oltre 10 centri salute ciascuna, distribuite nei villaggi. Come è stato detto altrove la missione cattolica di Bula ha 14 centri salute periferiche.

Bula - Pazienti in attesa
Suor Ada e Maria Grazia Assistono i piccoli pazienti


La missione di Bula si fa carico delle esigenze del centro salute di Dungur, villaggio adottato dalla delegazione dell'associazione Amici delle Missioni di Ramacca. Tutti i centri salute periferici sono grandi ed importanti, peccato che non è possibile assicurare una presenza continua.
In quasi tutti i centri salute periferici ci si avvale della collaborazione di un "pseudo infermiere" locale e con questo recente viaggio l'associazione Amici delle Missioni ha donato una bicicletta a questi collaboratori in modo da agevolare la loro mobilità sia per recarsi in missione a prendere le medicine che per assistere i bisognosi. Oggi è giornata di visite per le partorienti e vaccinazione per i bambini.

Queste foto si riferiscono alla missione cattolica di Incorè, che si trova quasi al confine con il Senegal, è retta dalle suore del Preziosissimo sangue di Cristo e più grande di quella di Bula e più ricca, del sostentamento, in prevalenza, se ne fanno carico 2 associazioni di volontariato del nord Italia. Come si può notare nella foto centrale fornisce assistenza sanitaria a ben 19 centri salute sparsi nei villaggi limitrofi. I pazienti sono tanti. Questa Missione è gestita da suore italiane Suor Esperia e Suor Romana, già avanti con gli anni e da una giovane del luogo Suor Vera.
Un altro fiore all'occhiello è stato realizzato, da qualche anno, dalla diocesi
con la clinica Borg una struttura nuova che sta per diventare il top per la Guinea Bissau.
In considerazione che è necessario mantenere attivo e funzionante quest'ospedale e fare in modo che possa essere utilizzato da tutti l'associazione Amici delle Missioni sta valutando di cambiare il sistema di adozione a distanza. Ovvero, anzicchè mettere a disposizione dell'assistito una cifra che gli viene consegnata mensilmente, al bambino adottato verrà data una tessera che gli darà accesso a tutte le esigenze scolastiche, retta e materiale didattico, esigenze alimentare oltre al pasto che consuma a scuola se necessario gli verranno forniti altri alimenti, esigenza sanitaria da utilizzare, fin dove è possibile, presso i centri salute delle missioni oppure presso la clinica Borg.
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I trasporti
In Guinea Bissau il trasporto privato è inesistente, ad esclusione delle eccezioni rappresentati dagli enti di utilità pubblica o aziende pubbliche e private. E' del tutto carente anche la rete stradale, asfaltate vi sono soltanto le strade di grande comunicazione, prive di manutenzione, nello stesso capoluogo Bissau vi è asfaltata soltanto una strada centrale che attraversa tutta la città il resto sono tutte strade in terra battuta. I paesi poveri come la Cina ci hanno abituato a vedere migliaia di biciclette che in Guinea sono assenti, come non esiste il mezzo di trasporto con animali.
Per renderci conto dell'arretratezza in questo stato disconoscono anche l'uso dell'aratro trainato dai buoi, non esistono muli, cavalli e somari. Portare a conoscenza di queste persone l'uso di uno strumento del genere per l'agricoltura potrebbe essere oggetto di un futuro programma delle associazioni di volontariato.

La merce principalmente viene trasportata portando il carico sul capo. Queste due donne stanno trasportando il vino di palma che hanno raccolto nel "giardino di Dio", parleremo in seguito di questo terreno che è stato donato alle suore della missione di Bula, che si raggiunge con circa 5 km. di strada non asfaltata, con questo carico raggiungeranno la strada nazionale e lì resteranno, ai margini della stessa, in attesa di poterlo vendere. Il resto è il caos dei mezzi che fanno servizio pubblico.

Un altro, povero, mezzo di trasporto sono le carriole. Nei pressi dei negozi sostano i lavoratori con questi mezzi in attesa dei clienti che hanno bisogno della loro opera. Cercano di districarsi come possono in mezzo al traffico caotico della città dove in prevalenza si cammina a piedi. Questi furgoni Blu e gialli che vedete sono il "Toka Toka" quando fa un servizio urbano nella città di Bissau oppure prende il nome di "Candonga" quando esegue un servizio extra-urbano. Raramente si vede in giro qualche pulman grande che viene utilizzato per andare in Senegal e si chiama "Silo".

Tutti i mezzi sono vecchissimi, già quando vengono importati in Guinea Bissau nel paese d'origine hanno già percorso 4 o 500 mila km. Quando partono non sempre riescono a raggiungere la destinazione prefissata. Nella foto centrale vedete un "Candonga" rimasto in panne per fortuna passavamo noi, con un camion, dopo aver caricato 20 sacchi di cemento e del ferro per costruzioni, il ragazzo che ci accompagnava conosceva questi sfortunati passeggeri, che erano di Bula, li ha fatti salire sul camion portandoli a destinazione. Un viaggio Bissau Bula costa 450 franchi sefa che grosso modo corrisponde a 70 centesimi di euro.

Ogni tanto si vede qualcuno più fortunato che dispone di una bici. Il resto ci si arrangia in tutti i modi possibili. A Bula vi sono 2 licei uno statale ed uno dei Padri Giuseppini (ne parleremo in seguito nel capitolo successivo, l'istruzione scolastica). Dal momento che gli alunni del liceo spesso vengono anche dai villaggi vicini che distano anche più di 15 km. le suore della missione di Bula hanno messo a disposizione di questi ragazzi il mezzo che vedete nella foto di destra, per una cifra assolutamente irrisoria di 2000 franchi sefa all'anno che corrispondono a 3 euro. Il guaio è che l'autista, spesso, per risparmiarsi qualche viaggio, tenta di far salire più ragazzi di quanti in effetti può contenere il mezzo.

Bula dista 45 km da Bissau, attualmente in poco più di mezz'ora si percorrono, fino ad un anno fa era un'odissea spostarsi in questo tratto di strada. Il territorio di questo stato è frastagliato con "lingue" di oceano che s'internano anche per oltre 20 km. (impropriamente chiamati fiumi) soggetti ad un'alta marea giornaliera di almeno 4 metri. Sulla strada Bula-Bissau vi è un "fiume" dove la comunità europea nel 2009 ha inaugurato il ponte che lo attraversa. Quando non esisteva questa costruzione il "fiume" si attraversava con un barcone, che spesso richiedeva varie ore di attesa. Nella foto di destra è visibile l'alta marea che si ritira ed arriva a sommergere le piante di mangrovia. Lo stato fa pagare un "pedaggio", per l'attraversamento del ponte, soltanto quando si va in direzione Bissau, di mille franchi sefa che corrispondono a circa un euro e mezzo.

In Guinea Bissau in qualsiasi luogo dove può transitare la gente si attiva il, misero, commercio. Vicino il posto di blocco per il pagamento del pedaggio del ponte si vendono i pesci, appena pescati nel "fiume", le ostriche che abbondano fra le radici sommerse delle mangrovie. Non importa se sono luoghi sterrati e con tanta polvere.
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L'Istituzione scolastica
La scuola pubblica è inesistente o disastrata, le responsabilità sono molto lontane. Nel periodo del colonialismo la scuola funzionava ma soltanto per i portoghesi o qualche alto funzionario locale. Di conseguenza non solo è stata carente l'alfabetizzazione ma manca anche un gruppo docente adeguatamente formato. E' soltanto un fenomeno degli ultimi anni l'accesso scolastico così generalizzato grazie alla grande opera delle missioni cattoliche. Timidamente ha cercato di emergere anche la scuola pubblica ma purtroppo mancano i mezzi e gli insegnanti.
In Guinea Bissau spesso un insegnante sa soltanto leggere e scrive, ed insegna solo a leggere e scrivere, vista la situazione è già tanto. Fra i ragazzi che completano gli studi in un liceo in Guinea Bissau e quelli dei paesi limitrofi, come il Senegal, vi è una differenza culturale enorme, a discapito dei Guineani. Il gap scolastico deve essere colmato in fretta dal momento che si prevede che le istituzioni cattoliche del nord-africa intendono realizzare una università per i paesi della regione e sarebbe un vero peccato se la Guinea Bissau non potesse utilizzare questa opportunità con l'apertura di una facoltà di laurea nel proprio territorio.

Questa struttura che vedete non è un ricovero di animali, come in apparenza può sembrare, ma il liceo statale di Bula.Non è abbandonato ma attivo con centinaia di ragazzi che lo frequentano. Per questa cittadina il Liceo è stato un serio problema, i ragazzi che uscivano dalla scuola media della missione cattolica ed erano costretti a continuare gli studi in questo liceo, purtroppo, non riuscivano a migliorare il proprio livello culturale.

Il liceo statale funzionante. Si rammenta che i ragazzi adottati per mantenere l'adozione devono continuare a studiare al liceo o al professionale. Le famiglie si sono rivolte alle suore chiedendo di aprire un liceo presso la missione, onere che le suore non potevano affrontare ed hanno chiesto ai padri Giuseppini, struttura cattolica di Bula che già si occupa di una scuola professionale, se gli era possibile aprire anche il liceo.



Il liceo è stato aperto presso i padri Giuseppini, come si può notare fra le due strutture vi è un abisso. Le costruzioni che vedete nelle ultime foto sono delle abitazioni messe a disposizione dei ragazzi che frequentano il liceo, o la scuola professionale, e non possono fare i pendolari. Nella città di Bissau è funzionante il Liceo Giovanni XXIII che appartiene alla diocesi.


I Padri Giuseppini nel 1984 hanno aperto una scuola professionale, il CIFAP, per i ragazzi di Bula, ed oltre all'addestramento cercano di seguirli anche negli anni successivi per aiutarli ad intraprendere un'attività. Il signore con il cappellino rosso è Padre George, factotum di questa missione.

La scolaresca della missione Cattolica di Bula. I bambini della materna che giocano nel portico, una classe delle elementari in divisa e una classe della scuola media con le magliette dell'associazione Amici delle Missioni ....

.... in questa scuola i bambini hanno la possibilità di giocare all'aperto e fare ginnastica ed altre attività.

Jolandyn è una tabanca, in criolo vuol dire villaggio, che si raggiunge dopo alcuni km. di strada sterrata. La scuola di Jolandyn ha circa 130 bambini che fino all'anno scorso non avevano banchi e sedie che sono stati donati dall'associazione Amici delle Missioni.

Durante la nostra visita un insegnante ha letto una lettera di ringraziamento per tutto ciò che l'associazione Amici delle Missioni aveva fatto per la "tabanca", la scuola è dedicata a Santa Maria De Mattias fondatrice dell'omonimo ordine. Ci è stato chiesto se era possibile far avere le magliette, agli scolari, e fornire nuove lavagne. Cosa che è stata fatta.

Jolandyn aveva una scuola pubblica, queste sono le foto di quello che rimane, ormai è inutilizzata perchè pericolante.

Nella tabanca di Jolandyn la missione cattolica, con l'aiuto dell'associazione Amici delle Missioni, ha costruito la scuola, una chiesetta, un pozzo ed un centro salute, dove nello sfondo si notano anche i servizi igienici. Come facilmente ci si può rendere conto questi villaggi sperduti all'interno della giungla se non avessero un minimo di supporto dalle missioni cattoliche resterebbero completamente abbandonate.


Presso quasi tutte le scuole pubbliche "troneggiano" cartelli di programmi umanitari di varie nazioni o enti, purtroppo con il cartello o senza cartello la miseria è sempre la stessa. Queste foto si riferiscono ad una scuola pubblica di Bula, con porte e finestre fatiscenti. I bambini della prima classe stanno seduti per terra, troppo piccoli per portarsi la sedia da casa. Le altre classi, delle elementari, si portano una sediolina da casa e "studiano" con il libro ed il quaderno sulle gambe. L'associazione Amici delle Missioni, per questa scuola, ha finanziato l'acquisto di 240 sedie e 120 banchi per oltre 6 mila euro di spesa.

Nella missione cattolica di Ingorè vi sono 540 bambini che pranzano nella stessa scuola, giornalmente una collaboratrice è addetta alla "cucina", ai bambini viene data in dotazione una divisa. La foto di destra mostra una classe della scuola materna.


Queste foto si riferiscono alla "tabanca" di Dungur, che come abbiamo visto, nella parte riguardante alla sanità, è adottata dalla delegazione di Ramacca dell'associazione Amici delle missioni. Considerate che si tratta di una scuola elementare e come potete vedere dalle foto vi sono parecchi giovani grandicelli che evidentemente prima non avevano la possibilità di frequentare una scuola. In queste foto potete notare che si tratta di giovani puliti e ben vestiti ma non è questo il modo di andare in africa, questi sono ragazzi adottati e viene loro "imposto" di vivere così. Chi non ha questa possibilità va in giro come i due giovani dell'ultima foto.
Lo so è terribile, crea disparità, ma cosa bisogna fare???? I fondi che durante l'anno si raccolgono, con grandi sacrifici ed umiliazioni, sono sempre insufficienti mentre le esigenze sono mille volte più grandi. Quando si rientra da queste missioni non si gioisce per quel poco che si è riusciti a fare, ma ci si tormenta per quello che si lascia d'incompiuto.

Concludiamo questa pagina con il sorriso che riusciamo a lasciare sul volto di questi giovani sfortunati. Qui siamo nella biblioteca della missione cattolica di Bula mentre, Mario Pappalardo, l'animatore dell'associazione Mago Merlino presenta uno spettacolo di prestidigitazione rallegrando i piccoli.
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